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. .. Serendipity .. .Lasciar sempre correre ... o correre per sempre via?
January 15 Lo studio, vuoi dimagrire? Ridi a crepapelle!Roma, 12 gen. (Adnkronos Salute) - Pigri in
palestra e golosi a tavola? Per evitare cuscinetti e chili di troppo,
ecco un semplice rimedio: ridere a crepapelle. Lo sostengono
ricercatori britannici che hanno calcolato come ridendo un'ora si
brucia un quantitativo di calorie pari a quelle consumate dopo 30
minuti di sollevamento pesi. E, ripetendo l'insolita 'cura' di un'ora
di risate al dì per un intero anno, si possono perdere ben 5 chili,
ovvero l'equivalente di una taglia. Ridere - assicura la
neuroscienziata Helen Pilcher - mette in moto il nostro organismo,
sottoponendolo a una mini-lezione di aerobica.Il petto è in movimento,
i muscoli addominali sono contratti, costretti a lavorare sodo per
mantenere il passo delle grasse risate. E non è tutto. Benefici -
grazie all'ilarità - non solo per pancia e pettorali: anche il nostro
viso ne trae qualche vantaggio. Ridere mette a lavoro ben 15 muscoli
facciali, distendendo la pelle e rendendola più luminosa. Studi
condotti in precedenza, ricordano inoltre gli stessi ricercatori Gb,
hanno dimostrato che le risate rappresentano un toccasana per il cuore
e aiutano a ridurre il colesterolo, quasi fossero un farmaco. E ancora:
ridere riduce lo stress e rafforza il sistema immunitario rendendoci
meno cagionevoli. "Non stiamo certo sostenendo - precisa Pilcher - che
occorre passare l'intera giornata davanti a sitcom a caccia di risate.
Ma è evidente che ridere può aiutarci a restare in forma, oltre a
renderci sereni e spensierati". Se poi non si resiste al richiamo di
piccole golosità e leccornie, l'ilarità può chiaramente ridurre i
danni. Ridere per un'ora, infatti, può farci bruciare circa 100
calorie, l'equivalente di un quadratino di cioccolata o un piccolo
pacchetto di patatine. www.univadis.it Mica male ragazzi... alla prossima chicca, Ciaoooo da Delia! December 21 Per augurare delle Festività felici. ..December 14 DIFFERENZE UOMO-DONNA.. .Molto carino, l'ho trovato su un
giornale... ma anche molto ironico, perchè ora le situazioni
(fortunatamente) stanno cambiando!! . ..tra luoghi comuni e verita'. SOLDI Un uomo paghera' 5mila lire per un oggetto che ne vale 2mila, se lo vuole. Una donna paghera' 2mila lire per un oggetto che ne vale 5mila, che non vuole. IN BAGNO Un uomo ha in media 6 oggetti nule bagno: uno spazzolino, un dentifricio, una schiuma da barba, un rasoio, un sapone e un asciugamano dell'Holidy Inn. Una donna ha in media 337 oggetti, la maggior parte dei quali un uomo non riesce ad identificare. L'ULTIMA PAROLA Una donna ha l'ultima parola in ogni discussione. Qualsiasi cosa un uomo dice e' l'inizio di una nuovo discussione. IL FUTURO Una donna si preoccupa del futuro finche' non trova un marito. Un uomo non si preoccupa mai del futuro finche' non trova una moglie. IL SUCCESSO Un uomo di successo e' colui che guadagna piu' di quanto sua moglie sia in grado di spendere. Un donna di successo e' quella che trova quest'uomo. IL MATRIMONIO TI CAMBIA? Una donna sposa un uomo sperando che cami, e lui non cambiera'. Un uomo sposera' una donna sperando che non cambi, e lei cambiera'. ELEGANZA Una donna si veste bene per fare shopping, dare acqua alle piante, buttare la spazzatura, rispondere al telefono e prender la posta. Un uomo si veste bene per i matrimoni e i funerali. SORPRESE AL MATTINO Gli uomini si avegliano dello stesso aspetto con cui sono andati a dormire. Le donne in qualche modo si deteriorano durante la notte. INFINE, I FIGLI Una donna sa tutto quanto dei suoi bambini: appuntamenti dal dewntista, migliori amici, sogni, incubi, paure e speranze. Un uomo e' vagamente a conoscenza di una persona bassa che gira per casa. November 28 Colleghi di medicina... ricoverati... cittadini LEGGETE QUESTA!Allarme medici, dal 2015 Italia costretta a import camici bianchi Paestum (Sa), 27 nov. (Dall'inviato dell'Adnkronos Salute Guido Schwarz) - Dal 2015 si aggiungerà anche la voce 'medici' all'elenco delle importazioni del Belpaese. A lanciare l'allarme sono gli stessi camici bianchi. L'occasione è la due giorni che oggi e domani vede riuniti a Paestum (Sa), patologi, oncologi e chirurghi che si occupano di tumore al seno. Un workshop patrocinato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dalla Società italiana di anatomia patologica e citologica (Siapec), che giunge alla VI edizione e che serve agli specialisti per fare il punto e trovare le soluzioni per affinare le armi contro il primo tumore al femminile, che ogni anno in Italia colpisce circa 40.000 donne."Entro il 2015 - rivela Sabino De Placido, professore di oncologia medica all'Università degli Studi Federico II di Napoli - l'Italia non avrà abbastanza medici per coprire il fabbisogno e dunque saremo costretti a importarli dall'estero". La colpa, a detta degli oncologi, è "delle politiche troppo rigorose e miopi sul numero chiuso alle Facoltà di Medicina. Una strategia - spiegano - che non tiene conto delle reali necessità del Paese, ma solo delle capacità formative degli atenei, in rapporto ai fondi a disposizione". L'Italia non sarà certo il primo Paese a rimanere a secco di medici. "La prima grande nazione a fare i conti con un numero insufficiente di camici bianchi è stata la Gran Bretagna, seguita ora anche dalla Spagna. E le conseguenze - continua De Placido - già si sono viste, e sono negative". Gli esperti rivelano infatti che le importazioni prossime venture di camici bianchi in Italia non potranno avvenire da nazioni vicine a noi geograficamente e per formazione, ma verosimilmente "da Paesi dell'Est del mondo, per esempio India, Pakistan o Cina. Ma la loro formazione sarà diversa o tarata su altre malattie diverse da quelle più diffuse sul nostro territorio. Dunque ci troveremo a fare i conti con problemi reali se non si corre ai ripari. Anche perché - concludono - per completare la formazione di un medico ci vogliono dieci anni. Capiamo che la politica si interessa a questioni più vicine nel tempo, ma anche questa va affrontata". -Tratto da Univadis- Beh, letta questa notizia... uno dovrebbe sentirsi tirato su, ma solo per un attimo. Infatti non è la prima volta che sento notizie di "futura penuria medica italiana". Bello no? Chi mi spiega allora perchè, QUOTIDIANAMENTE gli studenti di medicina che intendono frequentare i reparti per imparare qualcosa si trovano di fronte situazioni spiacevolmente indescrivibili? Proviamo ad illustrarne solo una piccola parte. Reparti affollatissimi, pieni di cosiddetti INTERNI (alias studenti che frequentano giornalmente il reparto scelto, per lo meno 10 ore al giorno), nemmeno laureati a volte, sperando di riuscire a passare il concorso della specializzazione, che sono altri 4 anni minimo di studio. Giustissimo perchè si deve essere persone preparate, ma non si viene affatto valutati per questo!! O è solo la minima parte. Conta conoscere il Prof, o in alternativa il politico che può renderti più agevole la via di accesso. RIDICOLO. Poi professori baroni che fanno le visite ai malati, letto per letto, seguiti da una mandria di camici bianchi.. . Io ne ho contati 17 in un reparto di neppure 20 malati, escludendo ovviamente infermieri, personale OTA and so on. Non ci entravamo neppure nella stanza. Quale sarebbe l'utilita' di questo ai fini dell'apprendimento per un futuro medico, se nemmeno ti fanno toccare una siringa?? Forse hanno paura che ci avveleniamo, tipo Biancaneve?? Forse temono che impariamo così bene da fregrgli il posto? Poi ci raccontano che hanno aumentato i posti al test di ingresso a Medicina per evitare questa terribile carestia di medici. (o per avere più monetine in tasca? Le tasse costano un occhio) Poi si sente di brillanti laureati, ricercatori innovativi, medici abilissimi che scappano all'estero perchè qui "non c'è posto per i cervelli". Mi riferisco al caso del primo di trapianto di trachea in Spagna, pochi giorni fa, uno dei moltissimi purtroppo. L'"artefice" è un rammaricato e deluso medico italiano che qui non hanno neppure considerato. Che tristezza. Allora cos'è che non funziona???? Mancano i medici e noi facciamo a pizze per farci notare (cioè ammazzarsi di lavoro h24) da un prof che magari quando ti potrebbe far entrare va in pensione, muore perchè è ultrasettantenne o cede il posto all'ultimo arrivato perchè è parente di tizio e caio? Perchè se i posti ci sono uno deve diventare disumano, competitivo fino all'estremo, disonesto a tutti i costi? SOLO IN ITALIA FUNZIONA COSI'. O meglio, negli altri paesi hanno capito come organizzarsi. Entra chi lo MERITA, chi lavora, non chi timbra il cartellino per fare 'ste ore e poi scappo via o per pigliare un bello stipendio-tanto-prima-o-poi-mi-denunciano. Insegna chi ha la passione per farlo, non chi manda i suoi pupilli per tappare quelle due ore la mattina all'università, o peggio, non si presenta. Perchè vedo tantissimi studenti, specializzandi, medici che si impegnano contro tutto questo schifo, che perdono tempo ad insegnare alle "matricole", con il cuore, nonostante tutto. Ma vedo pure tanti costretti ad adeguarsi per non restare a spasso dopo minimo 10 anni di studio e lavoro, pronti ad attaccare-scavalcare-denunciare il prossimo alle spalle per non restare "fuori". MANCANO STI BENEDETTI MEDICI? Dovremmo importarli mentre tante nostre menti si sono trasferite loro malgrado all'estero? Qui restano solo quelli che non sanno fare nulla o sono nipoti-fidanzati-amici di persone che contano? Cerchiamo di fare ordine, anche perchè la sanità economicamente già è a terra, se restano solo i raccomandati non so che fine faranno quelli che non possono permettersi la clinica privata. Io mediterei. October 23 FaceBook - il lato che consideriamo veramente in pochi .. . Beh, non esiste solo bianco -che favola Facebook, puoi ritrovare il mondo!! Pensa che quello pareva l'introvabile, non ci parlavamo più- o solo nero -leggete pure sotto- no dimentichiamoci del grigio e di tutte le sfumature intermedie! Però una critica del genere, abbastanza toccante se ci si ragiona, ci fa un attimo fermare e pensare: Con che spirito la sto prendendo? Ma non spaventiamoci, i tempi corrono, la rete pure. Basta non lasciarsi prendere eccessivamente la mano (Io sono la prima che si diverte a fare test, scrivere frasi, rompere le balline agli amici! Anzi, calcolate che ho pure il link aperto.. .). Certo, tutti quei gruppi scemi (Uccidiamo il gatto Virgola & so on!) a parte la risata che uno si fa.. . Lasciano molto a desiderare Buon proseguimento.. . Ai più costanti ovviamente (è un po' lungo ragazzuoli E' Facebookmania fra 30enni soli e nostalgici Roma, 22 ott. (Adnkronos Salute) Basta un clic
per ritrovare vecchi amici, ex compagni di scuola o antichi amori,
condividere pezzi di vita, foto e video, e alla fine sentirsi meno
soli. Quella per Facebook è una passione in crescita anche nel
Belpaese: contagia secondo gli ultimi dati 1 milione 369 mila italiani
(su 132 milioni di utenti nel mondo), con un incremento di 'visitatori'
che, in appena un anno, ha segnato un +961% (con un +135% degli
iscritti). "Ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre che
ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40
anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un
antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della
vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti". Parola
di Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea
disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unità operativa
attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma. Se infatti il sito è
nato richiamandosi - anche nel nome - agli album fotografici che le
università americane pubblicano a inizio anno accademico per ritrovare
amici perduti, oggi i 'nostalgici' a caccia degli ex compagni di classe
sono solo uno dei tanti profili dei facebook-maniaci: ci sono i 'troppo
soli', gli 'insoddisfatti', 'quelli con l'alter ego', 'quelli che lo
fanno per farsi pubblicità', i 'cuori infranti' e, naturalmente, i
'latin lover virtuali'. A testimoniare la passione per questo colorato
mondo online c'è anche un incontro organizzato domani a Milano proprio
per riunire la Facebook community lombarda. Ma stando agli esperti,
dietro lo scambio di messaggi, foto e contatti c'è poco da stare
allegri. "L'enorme sviluppo di Facebook è spia di un grosso problema di
solitudine - diagnostica la Vinciguerra, analizzando il fenomeno con
l'ADNKRONOS SALUTE - Abbiamo costruito la nostra vita su un'immagine
capace, vincente, superorganizzata. Ma a 30-40 anni, che gli obiettivi
che c'eravamo posti siano stati raggiunti o meno, si fa strada un senso
di vuoto, perché più che l'essere abbiamo curato l'apparire". Così
finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come "rapporti veri: i
compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del
cortile. Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione
sinceri. Oggi nel mondo reale recitiamo un po' tutti - avverte la
Vinciguerra - ma in passato non era così". "Facebook è una colossale
illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti,
perché hanno decine e decine di 'amici virtuali', ma purtroppo si
tratta spesso solo di un gran numero di 'sfigati'", sostiene Tonino
Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria
dell'Università Gregoriana di Roma, e fra i primi a occuparsi del
problema delle tecno-dipendenze in Italia. "Occhio però, perché
dimenticano che resterà per sempre traccia sul web del cumulo di
menzogne o banalità narcisistiche che si immette nella rete", avverte
Cantelmi. E spesso le menzogne vengono al pettine, come è già accaduto
nel caso di coppie in cui uno dei due si presenta single sul sito, e
l'altro lo scopre. "Si è disperatamente in cerca di una realtà diversa,
anche sentimentalmente, così si altera la verità", dice la Vinciguerra.
Ecco, secondo gli esperti, l'identikit dei popolo di Internet
contagiato dalla Facebookmania: I NOSTALGICI - Si emozionano alla vista
delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano gli
amici del passato per vedere come sono invecchiati, e commentano i bei
tempi andati. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un
rimpianto per i rapporti veri e perduti, per un'infanzia e
un'adolescenza ormai lontana e mitizzata. I LATIN LOVER VIRTUALI -
Dichiaratamente a caccia di nuovi potenziali partner, ma anche di ex
piacenti e disponibili. Spesso celano una relazione (se l'hanno) e
rimpinzano il proprio profilo e gli album con foto sexy o interessanti,
a volte ritoccate. In genere accumulano decine e decine di 'amici'
dell'altro sesso, con i quali fanno i misteriosi. "Ma alla fine si
tratta di persone sole o profondamente infelici con il partner, che
ricorrono a cumuli di banalità narcisistiche per rendersi
interessanti", spiega Cantelmi. - Prostrati dall'ultima
relazione - in corso o finita - sono a caccia degli antichi amori,
mitizzano i ricordi. Hanno l'impressione di essersi persi per strada
qualcosa di vero. "In questo caso l'insoddisfazione e la solitudine
vanno a braccetto - spiega la Vinciguerra - e si cerca di darsi
un'altra chance" grazie alla rete. I TROPPO SOLI - "Sono un po' sfigati,
non sono riusciti a costruire relazioni vere e cercano amici 'virtuali'
per farsi compagnia - dice Cantelmi - Così rastrellano la rete e
controllano quanti presunti nuovi amici hanno accumulato, nel vano
tentativo di sentirsi meno soli".GLI INSODDISFATTI - Infelici anche se
hanno una famiglia e dei figli, spesso sono donne. Non trovano spazio
per il sogno, il romanticismo e quel pizzico di avventura, che finisco
per cercare su Facebook. QUELLI DELLA PUBBLICITA' - Sono più o meno
famosi, politici, campioni dello sport, attori. Ricorrono a Facebook in
modo strumentale, per farsi mega-spot gratuiti. QUELLI CON L'ATER EGO -
Dai 400 burloni che si sono presentati nei panni del calciatore
Francesco Totti, ai tanti Giulio Cesare o Maria Antonietta, a quelli
che pubblicano foto diverse o 'ritoccano' la descrizione vantando
titoli ed esperienze di fantasia. Soli e in cerca di contatti, si
mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel mondo
virtuale. Tratto dal sito di Univadis Entrate, riflettete.. scrivete! Benvenuti!
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